La nascita di un quadro

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… pensieri
Che dire, che mi succede? La spatola va, corre, torna, si stacca, vibra e canta i colori dell’immensità, all’alba o al tramonto, sfuma o incide con il peso della sua massa.
Vibra e tratteggia il dolce sfumare delle colline, si posa e dondolando si riposa nelle lontane campiture che l’aria dolce sfoca in vari toni che raggiungono l’anima.
Vibra e canta il rosso dei papaveri, canta e mi stordisce come una sirena, mi chiama e non mi lascia, fino a quando non l’ho domata e con piacere dico “mi piaci” allora si placa e accanto corrono le ocre, i verdi resi dolci dalla leggera brezza, i marroni tenui della fertile terra.
Quale armonia tra me e la tela!
Ma il gioco riparte in libertà. La spatola torna, più grande o più piccola, e la mano, guidata dalla magia delle emozioni profonde, decide il primo colpo e poi ancora un altro, e un altro, tanti fino a quietare l’anima..